Contributo all'attuale dibattito sul servizio pubblico dei media
Negli ultimi anni, la Commissione federale dei media (COFEM) ha esaminato in modo approfondito il ruolo del servizio pubblico dei media. Per il dibattito in corso sull'iniziativa «200 franchi bastano» mette a disposizione una breve sintesi. Quest'analisi della COFEM sottolinea l'importanza centrale del servizio pubblico dei media per la democrazia, la coesione sociale e l'equivalenza dell'informazione in tutte le parti del Paese. La digitalizzazione trasforma la fruizione dei media. Il servizio pubblico deve quindi evolvere ulteriormente online e come infrastruttura orientata al bene pubblico per favorire il dibattito e la partecipazione. Ciò richiede risorse finanziarie sufficienti, stabili e affidabili.
Il servizio pubblico dei media in quanto infrastruttura: possibili ruoli, campi di attività e prestazioni
Nel documento che fa seguito alla riflessione sul futuro del servizio pubblico dei media, la COFEM esorta a radicare in futuro il servizio pubblico dei media in modo indipendente dai fornitori di prestazioni. La Commissione federale dei media è favorevole all'ulteriore sviluppo del servizio pubblico dei media in quanto infrastruttura moderna e neutrale dal punto di vista tecnologico e del canale di diffusione. Dovrebbe essere al servizio del bene comune. I punti chiave sono la creazione di uno spazio pubblico digitale per il dibattito (public space), lo sviluppo di algoritmi orientati alla democrazia e una maggiore collaborazione con parti terze.
Domande e risposte: La visione di un servizio pubblico dei media in quanto infrastruttura – domande e risposte sul nuovo documento di discussione della COFEM
Nel suo attuale documento di discussione, la Commissione federale dei media (COFEM) propone di concepire il servizio pubblico dei media in modo nuovo: non più solo come fornitore di contenuti, bensì come infrastruttura rilevante per la democrazia. Con infrastruttura si intende piattaforme, algoritmi e spazi di dibattito pubblico a beneficio di tutti in Svizzera, a prescindere da regione, lingua o competenze digitali. L'obiettivo è di garantire e rafforzare la partecipazione democratica in una sfera pubblica digitale dominata da piattaforme commerciali.
Con la digitalizzazione, non solo la produzione dei contenuti ma anche la loro distribuzione e selezione sono diventate più importanti. Piattaforme come YouTube, TikTok e Instagram dominano sempre di più il discorso pubblico. Queste piattaforme si orientano alla logica del profitto e non a valori democratici. Un servizio pubblico dei media che offre infrastrutture in favore della pluralità e della partecipazione dovrebbe fungere da contrappeso e rendere visibili i contenuti rilevanti.
La COFEM consiglia di organizzare il futuro servizio pubblico come una piattaforma aperta per l'informazione, il dibattito e la partecipazione. Questa piattaforma dovrebbe:
- produrre e diffondere contenuti propri con il sostegno di algoritmi equi che promuovono la pluralità e il discorso democratico; - avviare collaborazioni con media privati, scuole universitarie, istituzioni culturali e la società civile; - creare spazi di dibattito pubblico che consentano un dialogo rispettoso; - essere basata su tecnologie open source per garantire trasparenza e indipendenza; - garantire chiari standard di qualità giornalistica.
Sì, se sono concepiti correttamente. Gli algoritmi del servizio pubblico non dovrebbero massimizzare i clic, bensì promuovere in modo mirato la pluralità, le novità e la serendipità (scoperte casuali). Rendono visibili le diverse prospettive e contribuiscono così a un discorso più ampio e democratico. La trasparenza, la protezione dalle distorsioni (pregiudizi algoritmici) e l'autonomia degli utenti sono principi di centrale importanza.
La piattaforma non deve essere uno spazio chiuso. L'obiettivo è di creare insieme una sfera pubblica digitale diversificata e affidabile. Sono ipotizzabili collaborazioni con:
- media privati (ad es. la co-creazione di uno «Swiss YouTube» per contenuti di qualità); - istituzioni culturali e di formazione (ad es. musei, università, archivi); - organizzazioni della società civile e - la popolazione stessa in modo che il servizio pubblico diventi partner di un pubblico creativo e attivo.
No. Il nuovo servizio pubblico non deve dominare, bensì mettere a disposizione infrastrutture orientate al bene comune. I fornitori privati rimangono attori importanti. Il servizio pubblico dovrebbe rafforzare la loro visibilità, facilitare la collaborazione e completare in modo adeguato le offerte esistenti e non sostituirle.
No. La piattaforma dovrebbe essere aperta, decentralizzata e legittimata sul piano democratico. La sua governance deve essere organizzata in modo trasparente e orientata al bene comune. Invece di un controllo statale, si tratta di creare alternative alle piattaforme globali che dominano il mercato.
Uno spazio in cui i cittadini possano discutere in modo rispettoso, trasparente e alla pari. Se basati su standard di qualità giornalistica, chiare regole di moderazione e un'architettura open source, questi spazi di dibattito sono destinati a fungere da contrappeso rispetto alle piattaforme commerciali, che spesso promuovono la polarizzazione e la disinformazione.
No. Gli spazi di dibattito devono essere pluralistici e aperti. L'unico scopo delle regole di moderazione è di garantire discussioni basate sulla correttezza e di arginare la disinformazione o i discorsi di odio, senza sopprimere opinioni legittime.
Le tecnologie open source creano trasparenza, permettono un controllo autonomo e riducono la dipendenza dai giganti tecnologici privati. In questo modo si rafforza il radicamento democratico della piattaforma ampliando lo spazio per l'innovazione.
La COFEM intende avviare un'ampia discussione su come organizzare un servizio pubblico rilevante per la democrazia nell'era digitale. L'obiettivo centrale è di proteggere e rafforzare la partecipazione democratica, l'integrazione sociale e la pluralità delle opinioni.
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Come si può definire il servizio pubblico? Come si è sviluppato questo servizio nel corso degli ultimi anni e quali sfide dovrà affrontare in futuro? La Commissione federale dei media COFEM si occupa attualmente dei diversi aspetti legati al servizio pubblico. La COFEM è lieta di ricevere un vostro riscontro. Ci teniamo ad approfondire, in particolare, le seguenti questioni: